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Libera professionista e mamma: un decalogo per sdrammatizzare

Negli ultimi mesi ho fatto quello che non si dovrebbe mai fare: ho abbandonato il mio blog! Da luglio 2017 non pubblico nulla e ho trascurato anche i miei profili social. Lo ammetto molto candidamente, ho avuto altre priorità, anzi una sola altra priorità che adesso pesa circa 7kg: mia figlia.

Ebbene sì, da ottobre, oltre ad essere una libera professionista, sono anche mamma e da quando sono rimasta incinta, cominciando a guardarmi intorno per informarmi nelle varie sedi (leggi consultorio, commercialista, patronato, INPS, ecc…), mi sono sentita come se fossi l’esemplare di una specie rara.

Nei mesi però ho capito che la rarità di questa specie non è affatto dovuta allo scarso numero dei suoi esemplari – là fuori è pieno di mamme libere professioniste! – ma alla frammentarietà tipica dell’universo di questo tipo di lavoratori. Non siamo una categoria ben definita, non abbiamo sindacati di rifermento, non abbiamo una lobby in parlamento, la burocrazia italiana è fatta su misura per i lavoratori dipendenti e ignora quasi completamente i nostri diritti (e le nostre peculiarità!).

Proprio per questo ho deciso di scrivere questo post e fissare 10 consigli per sdrammatizzare.

Ti avverto, è un post lunghissssssimo! Comprendimi, ho un po’ di arretrati! Andiamo!

#1 FAI RIFERIMENTO A UNA RETE DI PROFESSIONISTI
Prima di avventurarti alla ricerca di informazioni e consigli nell’infinito del web, considera che sicuramente c’è chi lo ha fatto prima di te e quindi puoi risparmiare molto tempo facendo riferimento a loro! Io ho trovato utile il sito web di ACTA che, se ti registri, ha un’intera sezione dedicata all’indennità di maternità ed è costantemente aggiornata.

 

#2 INDENNITÀ DI MATERNITÀ: NON ANDARE AL PATRONATO QUANDO PUOI FARE TUTTO COMODAMENTE ONLINE DAL PORTALE DELL’INPS
Puoi non crederci, ma quando sono andata al patronato per informarmi sull’indennità di maternità, l’impiegata che avevo davanti mi ha detto: “Guardi, non saprei… di maternità in gestione separata ne facciamo talmente poche…” ed è andata su Google. Io ho salutato, sono andata a casa e sono andata sul portale dell’INPS. Anche questo forse ti sorprenderà, ma l’INPS ha un portale ben fatto e accessibile che consente di gestire personalmente tutte le tue richieste. Avrai costantemente sotto controllo la tua situazione e un canale diretto di comunicazione. È alla portata di tutti coloro che abitualmente utilizzano il web.

 

#3 NON PERDERE TEMPO NEL CERCARE DI CAPIRE COME VIENE CALCOLATA L’INDENNITÀ: È INUTILE!
Richiedere l’indennità è relativamente facile, cercare di capire come viene calcolata è impossibile! Io ci ho provato, almeno due volte, e non c’è stato verso. Ho anche chiesto delucidazioni ma non ho ricevuto alcuna risposta, quindi, per evitare di perdere tempo (molto tempo!), lascia perdere! Accetta a cuor leggero di ricevere la tua indennità anche senza capire bene fino in fondo come è stata calcolata.

 

#4 NON CHIAMARE IL CALL CENTER! FAI RIFERIMENTO AL SERVIZIO INPS RISPONDE E ALLA TUA SEDE TERRITORIALE
Mai! Per nessun motivo! Che non ti passi neanche per l’anticamera del cervello! Non chiamare mai il call center dell’INPS! Le linee sono spesso disturbate e deboli, gli addetti hanno molte limitazioni nelle informazioni che possono fornire. Molto, molto meglio affidarsi al servizio Inps Risponde che puoi gestire dal già citato portale online, dalla tua area personale. Avrai tutto lo storico delle richieste inoltrate e risposte scritte e certe. I tempi sono variabili: io non ho mai aspettato più di 14 giorni e a volte le risposte sono arrivate il giorno stesso!
Un’altra alternativa è recarti fisicamente alla sede territoriale INPS: non è una possibilità da escludere se sei incinta o hai con te un bambino piccolo, avrai una corsia preferenziale che ti fa saltare tutta la coda (!). Quindi aspetta di avere il pancione ben visibile ma non aspettare che il nascituro sia troppo cresciuto, la grazia di saltare la fila ha un tempo limitato!

 

#5 METTI DA PARTE UN TESORETTO!
Sappi che non avendo una busta paga mensile la maternità sarà erogata tutta insieme dopo diversi mesi dalla tua richiesta. L’effettivo pagamento dell’indennità, molto probabilmente, non avverrà in concomitanza con i mesi di congedo. Nel mio caso, ad esempio, ho visto liquidare l’indennità dopo 8 mesi dalla richiesta, 3 mesi dopo il temine del mio congedo… Ovviamente lavorare in questi mesi non è sempre possibile e quindi è necessario considerare che per diversi mesi non avrai entrate. Mettere da parte un tesoretto è fondamentale, come se fossimo scoiattoli in letargo.

 

#6 OTTIMIZZA LE TUE RISORSE: CHIEDI AGLI AMICI (E FAI LE FOTO!)
“Mettere al mondo un figlio costa!”. Lo sento dire da sempre, da tutti. In parte è vero, ma è anche vero che ci sono molti modi per contenere le spese. Uno su tutti è chiedere agli amici se hanno cose che non usano più e che possono prestarti. A molti farà piacere aiutarti e ti sorprenderà vedere quante cose si accumulano nelle case, a volte per anni! E allora arrivano vestitini, lenzuola, copertine, passeggini e quant’altro. Spesso queste cose sono in ottimo stato perché i bambini crescono in fretta e utilizzano le cose per pochi mesi, a volte per poche settimane. Fai le foto per ricordarti chi sono i legittimi proprietari delle cose se hai intenzione di restituirle!

 

#7 TIENI D’OCCHIO I GRUPPI FACEBOOK CHE VENDONO USATO PER BAMBINI
Per le stesse ragioni del punto 6 vedrai che il web pullula di gruppi Facebook di vendita e scambio di usato per bambini. Anche in questo caso non farti nessuna remora! Le cose sono in ottimo stato e costano anche il 50% in meno rispetto al nuovo.
Su Parma – Reggio Emilia io ho fatto riferimento a questi gruppi:
https://www.facebook.com/groups/1845763785663584/
https://www.facebook.com/groups/1846886345558498/

 

#8 USA PANNOLINI LAVABILI
Lo so, ai più la sola idea dei “pannolini lavabili” fa venire attacchi di panico. Io posso testimoniare, dopo 6 mesi di utilizzo, che i pannolini lavabili non solo sono un approccio più che praticabile, ma sono molto molto molto meglio dei pannolini usa e getta! Per almeno quattro ragioni:

  • costano meno, molto meno: a seconda della tipologia che si sceglie, il risparmio in tre anni è di almeno 1200€ (dato ricavato da un mio calcolo, ma online ne troverai altri simili);
  • producono meno rifiuti, praticamente zero: le mie svuotature del rifiuto residuo sono rimaste invariate! Questo purtroppo non porta a un risparmio sulla tassa dei rifiuti, ma aspetto fiduciosa che le Amministrazioni si accorgano di questo e prevedano adeguati incentivi;
  • Non provocano irritazioni alla pelle: il bambino starà meglio e non avrai bisogno di creme protettive;
  • Sorpresa delle sorprese: puzzano meno! Non so perché, forse per via della plastica, ma sta di fatto che gli usa e getta hanno un odore molto più forte e sgradevole rispetto ai lavabili che, certo, non sanno di violetta, ma sono molto più tollerabili di quello che si pensa.

Io fin dalla nascita sto utilizzando Culla di Teby, pannolini progettati e prodotti in Italia che utilizzano solo tessuti certificati. I pannolini lavabili negli anni si sono evoluti e non sono più quelli di 50 anni fa che ricordano le nonne con moti di orrore! Non temere!

 

#9 COSTOSE VISITE PRIVATE NON SERVONO! VAI AL CONSULTORIO!
Sento spesso lamentele sul nostro servizio sanitario nazionale, che sicuramente ha i suoi limiti, ma il servizio offerto dai consultori familiari è encomiabile! Nella mia esperienza, all’ASL di Parma, l’assistenza alle donne in gravidanza non ha nulla da invidiare ai servizi privati ed è totalmente gratuita. Inoltre organizzano corsi pre-parto, anche questi gratuiti, utilissimi e secondo me indispensabili per ogni primipara!

 

#10 LAVORA FINO ALL’ULTIMO GIORNO
Se la gravidanza lo consente, continua a lavorare! Con i tuoi ritmi, i tuoi tempi, con i clienti che vuoi tu, ma continua! Aiuta a non annoiarti, a tenerti attiva, a non perdere troppo tempo davanti a internet che spesso riempie la testa di ansie (e prodotti commerciali…) inutili!
Sarà molto più bello astenersi dal lavoro nei primi mesi di vita del bambino, quando davvero il resto del mondo può stare fuori e a te non importerà nulla!